Leggere la propria storia nero su bianco fa un certo effetto. La Repubblica ha pubblicato un articolo su di me nello Speciale Salute e Benessere. Ve lo racconto con le mie parole.
Leggere la propria storia nero su bianco fa un certo effetto. Qualche giorno fa Repubblica ha pubblicato un articolo su di me nello Speciale Salute e Benessere, e mi ha fatto riflettere su quanto la strada che ho scelto sia ancora oggi quella giusta.
L'articolo su La Repubblica

Voglio raccontarvela con le mie parole, perché penso che capire da dove vengo possa aiutarvi a capire come lavoro.
Tutto è cominciato molto presto
Non ho scelto la nutrizione per caso o per esclusione. L'ho scelta perché da ragazzo ho vissuto sulla mia pelle quanto l'alimentazione possa cambiare il modo in cui stai. Non era una scelta accademica era qualcosa di molto personale, legato alla mia salute e al mio corpo.
Quella curiosità si è trasformata in una laurea in Nutrizione a Milano, poi in anni di lavoro a Pisa, e infine nel 2017 nel ritorno in Sicilia, a Siracusa, dove ho aperto il mio studio.
Perché sono tornato a casa
Potevo restare al Nord. Avevo opportunità, contatti, una rete professionale. Ma ho scelto di tornare, perché è qui che volevo costruire qualcosa di mio. In una città dove lo sapevo c'era bisogno di un certo tipo di approccio alla nutrizione: empatico, scientifico, concreto.
Non il foglio con la dieta stampata. Non i consigli generici. Qualcosa di cucito su misura sulla persona che ho davanti.
La "chiave di volta"
Nell'articolo di Repubblica ho parlato di quello che chiamo la "chiave di volta" quel punto di partenza che, se individuato correttamente, cambia tutto.
Ogni paziente ha la sua. Può essere un'abitudine da modificare, un orario di lavoro difficile da aggirare, un alimento che ama e che non vuole togliere. Trovare quella chiave significa costruire un piano che funziona nella vita reale non in teoria.
È per questo che la prima visita per me non è mai un interrogatorio. È una conversazione.
Nutrizione oncologica e sportiva
Due degli ambiti in cui mi sono formato di più negli anni sono la nutrizione oncologica e quella sportiva due mondi apparentemente lontani, ma che condividono una cosa: l'alimentazione fa la differenza in modo tangibile e misurabile.
Con i pazienti oncologici, il cibo diventa parte del percorso di cura. Con gli atleti, diventa strumento di performance. In entrambi i casi, lavorare con le evidenze scientifiche più aggiornate e adattarle alla persona specifica è quello che distingue un percorso che funziona da uno che rimane sulla carta.
Un network, non uno studio isolato
Quello di cui vado più fiero è l'approccio multidisciplinare del mio studio. Collaboro con una psicoterapeuta specializzata nei disturbi alimentari, con una professionista del linfodrenaggio, e ho relazioni continue con endocrinologi e altri specialisti.
Perché la salute non si gestisce a compartimenti stagni. E perché il mio obiettivo l'unico che conta è migliorare la salute e la vita dei miei pazienti.
Una cosa che voglio dirvi
Se state valutando di iniziare un percorso nutrizionale, sappiate che non importa da dove partite. Importa che il professionista a cui vi rivolgete vi ascolti davvero, e costruisca qualcosa su misura per voi non per un paziente tipo che non esiste.
Se volete capire come lavoro, sono qui. Potete scrivermi o prenotare una prima visita è una conversazione, senza impegno.

